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Prelerna
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top
La località dista 6,20mwgq km dal capoluogo.cite-ref-la-frazione-di-prelerna-1-1[1]
Contents
• Storia
• Castello
• Note
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Geografia fisica
La piccola frazione di Prelerna sorge alla quota di 729mwiq m mwigs.l.m.,cite-ref-la-frazione-di-prelerna-1-2[1] sul crinale che divide la mwjwval Pessola dalla mwkaval Taro.cite-ref-prelerna-3-0[3]
Origini del nome
Il toponimo Prelerna, derivato dal medievale mwlwPreta lernia, ha origine dall'unione del mwmalatino mwmqPetra, ossia "pietra", col latino mwmgmwmwLerna, dall'antica palude e dalla selvaggia località del mwnaPeloponneso nota nella mwnqmitologia greca per l'mwngIdra uccisa da mwnwErcole, oppure col mwoasabino mwoqherna, ossia "sasso" o "rupe"; entrambe le etimologie fanno riferimento all'ambiente fortemente roccioso, probabilmente inospitale in mwogepoca romana e mwowmedievale, in cui sorge la località.cite-ref-4[4]
Storia
In epoca mwtamedievale, grazie alla vicinanza con la mwtqvia Francigena percorsa dai mwtgpellegrini diretti a mwtwRoma dal mwuaNord Europa, fu edificato sul monte Pareto un convento dai frati mwuqcistercensi dell'mwugabbazia di Chaise-Dieu; si sviluppò allora il piccolo borgo di Prelerna, a poca distanza dalla vetta sul crinale che divide la val Taro dalla val Pessola.cite-ref-prelerna-3-1[3]
A presidio della zona, posta in corrispondenza del confine tra i territori appartenenti a mwwaparmigiani e mwwqpiacentini, i primi fecero edificare un mwwgcastello, nominato per la prima volta nel 1226 negli mwwwStatuti di Parma.cite-ref-capacchi-7-0[7]
Dopo il 1266 presero possesso del maniero i marchesi mwyqPallavicino;cite-ref-capacchi-7-1[7] nel 1348 Oberto III Pallavicino ereditò dal padre Manfredino, in seguito alla divisione col fratello Donnino, la sua quota di Solignano, con le pertinenze di Viatica, di Pizzofreddo, di Dongula, di Fosio, di Oriano e di Pagazzano, Frescarolo, mwzgRoncole e mwzwBusseto, capitale dello mwaaStato Pallavicino, con le pertinenze di Sant'Andrea, di Vidalenzo, di Spigarolo, di Rascarolo e di Semoriva.cite-ref-8[8] Nel 1360 Oberto ricevette dall'imperatore mwbqCarlo IV di Lussemburgo conferma dell'investitura su numerosi feudi del Parmense, tra cui Pizzofreddo.cite-ref-9[9]
Nel 1441 mwcwNiccolò Piccinino convinse mwdaFilippo Maria Visconti del tradimento di mwdqRolando il Magnifico e si fece incaricare di conquistarne lo Stato Pallavicino; il Marchese fu costretto alla fugacite-ref-10[10] e tutte le sue proprietà furono incamerate dal mwegDuca di Milano, che nel 1442 assegnò al condottiero il feudo di Solignano e numerosi altri nel mwewParmense.cite-ref-11[11] Nel 1448 Orlando Pallavicino inviò il figlio Giovan Lodovico a riconquistare il mwgacastello di Solignano e riuscì in breve tempo a recuperare quasi tutte le terre perdute.cite-ref-12[12]
Nel 1457, alla morte di Rolando, Solignano con le pertinenze fu ereditata in parti uguali dai due figli Oberto e mwhgGianfrancesco;cite-ref-13[13] i loro eredi mantennero i diritti feudali sulla zona fino al 1805, quando furono aboliti per decreto mwiwnapoleonico.cite-ref-14[14]
In seguito Prelerna divenne frazione del nuovo comune (o mwkqmairie) di Solignano.cite-ref-molossi-15-0[15]
Monumenti e luoghi d'interesse
Chiesa di Santa Felicita
Menzionata per la prima volta nel 1230, la chiesa mwngromanica fu ampliata nel 1683 e restaurata internamente in forme mwnwbarocche nella prima metà del mwoaXVIII secolo; rinforzata nel 1908, fu modificata nelle coperture dell'mwoqaula nel 1950 e nel 1980, sostituendo alle mwogvolte un mwowcontrosoffitto ligneo; chiusa al culto per inagibilità nel 1997, fu ristrutturata completamente tra il 2017 e il 2018. Il tempio romanico, interamente rivestito in pietra, è caratterizzato dalla presenza nel paramento murario di blocchi decorati con altorilievi medievali.cite-ref-16[16]
Convento dei gesuati
Fondato in età medievale dai cistercensi dell'abbazia di Chaise-Dieu sulla cima del monte Pareto, il convento passò successivamente ai mwqggesuati; abbandonato in epoca imprecisata, scomparve completamente; parte delle pietre fu forse utilizzata per la costruzione della mwqwchiesa di Santa Felicita.cite-ref-prelerna-3-2[3]cite-ref-molossi-15-1[15]
Castello
Menzionato per la prima volta nel 1226 tra le fortificazioni destinate alla protezione della bassa mwtwval Ceno, controllata dai mwuaparmigiani, dalle ingerenze mwuqpiacentine, il castello, dipendente dal vicino maniero di Solignano, fu successivamente occupato dai marchesi Pallavicino; incamerato nel 1441 dal duca Filippo Maria Visconti, fu assegnato nel 1442 a Niccolò Piccinino; riconquistato nel 1448 da Orlando Pallavicino, fu in seguito abbandonato e cadde in degrado; ne sopravvivono solo pochissimi ruderi posti lungo il crinale, tra Prelerna e il piccolo borgo di Pizzofreddo.cite-ref-capacchi-7-2[7]cite-ref-17[17]
Note
cite-note-la-frazione-di-prelerna-11. mwzamwzqmwzgLa Frazione di Prelerna, su mwzwitalia.indettaglio.it. mw0aURL consultato l'8 dicembre 2018.
cite-note-template-divisione-amministrativa-abitanti-21. cite-ref-la-frazione-di-prelerna-1-0[1]
cite-note-prelerna-33. ↑ mw3wmw4amw4qPrelernamw5a, su mw7aiatfornovo.it. mw7qURL consultato il 9 dicembre 2018.
cite-note-88. ↑ mwaq0mwaq4Pezzana, 1837,mwaq8 pp. 14-15.
cite-note-99. ↑ mwarmmwarqPezzana, 1837,mwaru p. 64.
cite-note-1010. ↑ mwarkmwaroPezzana, 1842,mwars pp. 446-448.
cite-note-1111. ↑ mwar8mwasaPezzana, 1842,mwase p. 460.
cite-note-1212. ↑ mwasumwasyPezzana, 1842,mwasc p. 624.
cite-note-1313. ↑ mwassmwaswPezzana, 1847,mwas0 p. 157.
cite-note-1616. ↑ mwat8mwauamwaueChiesa di Santa Felicita "Prelerna, Solignano", su mwauiLe chiese delle diocesi italiane, Conferenza Episcopale Italiana. mwaumURL consultato il 9 dicembre 2018.
cite-note-1717. ↑ mwaugmwaukmwauoSpecchio, su mwausgeo.regione.emilia-romagna.it. mwauwURL consultato l'11 dicembre 2018 mwau0(archiviato dall'mwau4url originale il 9 dicembre 2018).
Bibliografia
• citerefcattelaniRemo Cattelani, I comuni del Parmense, Parma, Tipografia Bodoniana, 1959.
• citerefcapacchiGuglielmo Capacchi, Castelli parmigiani, Parma, Artegrafica Silva, 1979.
• citerefgrazziLuigi Grazzi, Parma romana, Parma, Artegrafica Silva, 1972.
• citerefmolossiLorenzo Molossi, Vocabolario topografico dei Ducati di Parma, Piacenza e Guastalla, Parma, Tipografia Ducale, 1832-1834.
• citerefnicolliFrancesco Nicolli, Della etimologia dei nomi di Luogo delli stati ducali di Parma Piacenza e Guastalla, Volumetto primo, Parma, Tipografia di Giuseppe Tedeschi, 1833.
• citerefpezzana-1837Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo primo, Parma, Ducale Tipografia, 1837.
• citerefpezzana-1842Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo secondo, Parma, Ducale Tipografia, 1842.
• citerefpezzana-1847Angelo Pezzana, Storia della città di Parma continuata, Tomo terzo, Parma, Ducale Tipografia, 1847.
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